Bandiera della III Brigata proletaria del Sangiaccato
Inviato: gio gen 21, 2016 11:28 pm
Le Brigate proletarie dell'Esercito jugoslavo di liberazione popolare furono concepite alla fine del 1941, tramite lo Statuto delle Brigate proletarie. Esse si differenziavano dalle classiche unità partigiane per non avere un bacino di reclutamento limitato, ed essere mobili, ovvero non circoscritte nelle loro operazioni ad un territorio specifico, ma piuttosto a tutta la Jugoslavia occupata.
La Terza brigata proletaria d'assalto di liberazione popolare del Sangiaccato (Treća proleterska sandžačka narodno-oslobodilačka udarna brigada) venne formata il 5 giugno 1942, riorganizzando compagnie già esistenti in cinque battaglioni di 958 uomini.
Il Sangiaccato è quella regione tra Serbia e Montenegro, abitata in larga parte da popolazione musulmana. Per la III Brigata sono passati circa 10,000 soldati, percorrendo 20,000 km in 3 anni, in particolare nella Bosnia occidentale e Dalmazia, scontrandosi con ustascia, cetnici, italiani e tedeschi. Ha dato i lustri a 20 Eroi popolari. Ha liberato Livno, Jajce, ha affrontato l'operazione , conclusasi nella famosa Battaglia della Neretva, oltre che alla [url=https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_della_Sutjeska]Battaglia della Sutjeska, ed infine ha partecipato alle operazioni di liberazione di Sarajevo.
Comando della III Brigata proletaria del Sangiaccato presso Nova Varoš, agosto 1944:
Nei primissimi giorni di lotta, i partigiani avevano semplici bandiere rosse. Con una disposizione congiunta del Comitato centrale del PCJ e del Comando supremo partigiano del 1 ottobre 1941, venne regolamentata l'introduzione per tutte le unità partigiane di un tricolore jugoslavo con stella rossa al centro. Al contempo, la bandiera del Comando supremo rimaneva rossa, con un tricolore jugoslavo con stella rossa al centro nell'angolo superiore presso il puntale.
Successivamente, nel febbraio-marzo 1942, veniva stabilito che le bandiere delle Brigate proletarie sarebbero state rosse, con falce e martello nell'angolo superiore vicino al puntale, mentre lungo il centro doveva essere cucito il nome della Brigata. Naturalmente disposizioni così generiche risultarono in una varietà notevole di bandiere proletarie.
Consegna della bandiera alla I Brigata proletaria il 7 novembre 1942, al cospetto di Tito:
1. I Brigata proletaria d'assalto;
2. III Brigata proletaria d'assalto della Krajina;
3. XIII Brigata proletaria d'assalto "Rade Končar";
4. V Brigata (montenegrina) proletaria d'assalto;
5. XXIV Brigata serba d'assalto;
6. III Brigata macedone d'assalto;
7. III Brigata slovena d'assalto "Ivan Gradnik".
La Terza brigata proletaria d'assalto di liberazione popolare del Sangiaccato (Treća proleterska sandžačka narodno-oslobodilačka udarna brigada) venne formata il 5 giugno 1942, riorganizzando compagnie già esistenti in cinque battaglioni di 958 uomini.
Il Sangiaccato è quella regione tra Serbia e Montenegro, abitata in larga parte da popolazione musulmana. Per la III Brigata sono passati circa 10,000 soldati, percorrendo 20,000 km in 3 anni, in particolare nella Bosnia occidentale e Dalmazia, scontrandosi con ustascia, cetnici, italiani e tedeschi. Ha dato i lustri a 20 Eroi popolari. Ha liberato Livno, Jajce, ha affrontato l'operazione , conclusasi nella famosa Battaglia della Neretva, oltre che alla [url=https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_della_Sutjeska]Battaglia della Sutjeska, ed infine ha partecipato alle operazioni di liberazione di Sarajevo.
Comando della III Brigata proletaria del Sangiaccato presso Nova Varoš, agosto 1944:
Comando del 1° Battaglione di Zlatar (Alpi Dinariche) della III Brigata proletaria del Sangiaccato con un gruppo di combattenti presso Ljubiša, Serbia occidentale, metà agosto 1944:
Combattenti del I Battaglione di Zlatar della III Brigata proletaria del Sangiaccato in marcia verso il fiume Uvac (confine serbo-bosniaco), agosto 1944:
Danilo Jauković, comandante del II Battaglione della III Brigata proletaria del Sangiaccato, Nikola Golubović e Mirko Vraneš davanti ai carri armati del II Korpus d'assalto a Nikšić (Montenegro), 7 novembre 1944:
Ogni Brigata proletaria aveva la propria bandiera, ma le difficile condizioni di guerra facevano sì che fosse complesso raggruppare tutti i battaglioni nello stesso luogo per la cerimonia di conferimento, soprattutto al cospetto del comandante supremo dell'esercito di liberazione, Tito. Capitava così che i singoli battaglioni potessero ricevere la propria bandiera prima della brigata stessa, dalle mani di Tito o, se impossibilitato, da quelle di un altro membro del Comando supremo.
Nei primissimi giorni di lotta, i partigiani avevano semplici bandiere rosse. Con una disposizione congiunta del Comitato centrale del PCJ e del Comando supremo partigiano del 1 ottobre 1941, venne regolamentata l'introduzione per tutte le unità partigiane di un tricolore jugoslavo con stella rossa al centro. Al contempo, la bandiera del Comando supremo rimaneva rossa, con un tricolore jugoslavo con stella rossa al centro nell'angolo superiore presso il puntale.
Successivamente, nel febbraio-marzo 1942, veniva stabilito che le bandiere delle Brigate proletarie sarebbero state rosse, con falce e martello nell'angolo superiore vicino al puntale, mentre lungo il centro doveva essere cucito il nome della Brigata. Naturalmente disposizioni così generiche risultarono in una varietà notevole di bandiere proletarie.
Consegna della bandiera alla I Brigata proletaria il 7 novembre 1942, al cospetto di Tito:
I Brigata proletaria a Foča (Bosnia), 1942:
I Brigata proletaria a Belgrado, 1944:
Bandiere dell'Esercito jugoslavo di liberazione popolare (belliche e postbelliche):
1. I Brigata proletaria d'assalto;
2. III Brigata proletaria d'assalto della Krajina;
3. XIII Brigata proletaria d'assalto "Rade Končar";
4. V Brigata (montenegrina) proletaria d'assalto;
5. XXIV Brigata serba d'assalto;
6. III Brigata macedone d'assalto;
7. III Brigata slovena d'assalto "Ivan Gradnik".