Ispirato dal meraviglioso topic di Drugo sul fanstasma del Muro, a Berlino, ho deciso di condividere con voi il racconto della mia visita ad un altro fantasma: la base aerea Sovietica di Kunmadaras (Ungheria), una delle più grandi installazioni dell’Aviazione Militare Sovietica nel Patto di Varsavia.
La base venne originariamente costruita dalla Luftwaffe nel 1944 e ben presto cadde nelle mani dell’Armata Rossa. Inizialmente abbandonato, venne poi ricostruito ed immensamente ampliato dal 1956 in poi. Divenne la più grande installazione dell’aviazione Sovietica in Ungheria e, come detto, tra le maggiori di tutto il Patto di Varsavia.
La base era, e tutt’ora è, localizzata nel territorio della micro-cittadina Ungherese di Kunmadaras, 130 km ad est di Budapest – e più vicina al confine Rumeno che a Budapest stessa. Precisamente la base si trova lungo la ferrovia che corre tra Kunmadaras e Berekfurdo; un ramo ora abbandonato della ferrovia serviva la base stessa.
Kunmadaras in se è un villaggio dimenticato da dio di 5000 abitanti e rotti, che ad una prima occhiata non pare molto ospitale. Nel 1946 vi fu un pogrom di ebrei, che vennero accusati di far salsicce di bambini. Potrebbe sembrare una battuta, ma due ebrei vennero uccisi e quindici feriti – dopo che i fascisti delle croci frecciate tra il 1944-1945 ne avevano uccisi o mandati a morire nelle camere a gas quasi 100.000. Naturalmente le cose sono molto cambiate e la municipalità ha addirittura una pagina in inglese, http://www.kunmadaras.hu/english/fooldal.html . Il sindaco Sándor Márki è un socialista, cosa strana nella campagna ungherese, dove il partito conservatore FIDESZ normalmente domina e dove l’estrema destra degli Jobbik ha sfondato. Allo stesso tempo, la popolazione ungherese rimane comprensibilmente molto tradizionalista, e Kunmadaras è stata dotata di cartelli in runico http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... adaras.JPG (quello sulla sinistra è il sindaco).
Ma ora torniamo alla base. Fu fondata nel 1956 come detto. Il campo fu equipaggiato con più di sessanta bunker rinforzati (le cui meravigliose porte di metallo massiccio, spesso mezzo metro, sono purtroppo state rimosse) e alla base vennero stanziati due reggimenti. Inizialmente (fino agli anni ’70) vi era solo un reggimento di stanza, il 1° Reggimento da Bombardamento della Guardia, due volte Ordine della Bandiera Rossa e Ordine di Kutuzov. Nel 1977 alla base stessa venne fondato il 328° Reggimento Indipendente da Ricognizione della Guardia Vizlenskiy, Ordine di Suvorov e Bogdan Khmelnitskiy.
La cosa interessante è che alle basi di Kunmadaras e quella di Debrecen erano stanziate diverse atomiche Sovietiche e i velivoli di Kunmadaras avevano come potenziale obbiettivo primario di bombardamento Roma.
I velivoli di stanza alla base erano MiG 27D/K, MiG 23UB, Yak-28R, MiG-21R, Su-24MR e Su-17M4R.
Ecco qui alcuni link interessanti concernenti la base. Qui il museo dell’Aviazione Sovietica in Ungheria, a Berekfurdo (purtroppo non sono riuscito a visitarlo perché non volevo andarmene dalla base


Ora passiamo al come sono arrivato in questo paradiso dell’amante delle città fantasma! In generale ho sempre trovato estremamente affascinanti i luoghi abbandonati, unisci il tutto al fatto che stavolta il luogo abbandonato era una base Sovietica, dove ho trovato tra le tante cose un bossolo di granata..e il gioco è fatto!
Vivevo a Budapest e con due cari amici abbiamo preso il primo treno mattutino e dopo 4 ore e due cambi siamo giunti nella ridente Kunmadaras. Come vedete dalle foto era tutto gelato; non nevicava ancora, ma la brina dava l’effetto bianco delle prime nevicate autunnali.
Siamo arrivati a Kunmadaras e ci siamo incamminati verso la base, senza incontrare un’anima viva. Gli unici a scendere alla stazione e nulla se non un cane con lo sguardo interrogativo ad aspettarci.
La stazione come vedete dalla mappa è al confine sud del villaggio e quindi siamo arrivati ai sobborghi della base in poco tempo. La prima entrata che si vede sulla mappa è chiusa, da un cancello mezzo crollato ed arrugginito. Abbiamo deciso di provare l’altra entrata, dato che avevamo letto da qualche parte che con un “biglietto” si poteva visitare la base. Arriviamo all’altra entrata e veniamo accolti da un sorridente guardiano ungherese, che senza sapere chi noi sia ci si rivolge in russo. Ci facciamo una chiacchieratina e lui ci invita nel suo casotto a bere una tazza di te. Un euro e mezzo per i biglietto e siamo liberi nella base!
Per il resto le foto parlano da sole. Siamo rimasti dentro per 7 ore; abbiamo visitato tutti i quartieri abitativi, per truppa e ufficiali, la palestra, il teatro, l’ospedale, la scuola, l’asilo, il circolo del partito, alcuni edifici dell’amministrazione, i bunker e gli hangar scoperti.
Purtroppo la zona viene usata come pista per gare motociclistiche d’estate ed alcuni edifici molto interessanti erano chiusi e credo siano utilizzati dall’amministrazione delle gare. C'erano anche ruspe e camio al lavoro e ho il terrore che non stessero rimuovendo detriti..ma demolendo!!


Inoltre ho visto alcuni piccoli velivoli piper in un hangar, cosa che certifica come la pista sia ancora attiva anche nella sua originaria funzione. C'era poi una enorme croce ad un punto della pista, dove temo sia deceduto un motociclista durante una delle gare..
Non siamo riusciti ad arrivare ai bunker più grossi che stanno alla fine della pista. Quindi devo tornarci – qualcuno che sia interessato

In generale (che sorpresa) era tutto distrutto. Molto distrutto. I Sovietici nel ritirarsi all'inizio degli anni '90 si sono portati via quasi tutto e il resto se lo sono preso gli ungheresi. Non ci sono più i pavimenti, i lavandini o i WC. Ho trovato un paio di bagni "quasi intatti" ed alcuni scaffali sfondati. La vegetazione ha invaso tutto e parti degli edifici cominciano a crollare..
Nella prima foto tratta da googlemaps vedete Kunmadaras, la stazione e quell’area verde sul cui confine corre un binario del treno, che è la base (o meglio una sua parte), nella seconda foto abbiamo un focus della stessa e poi tre foto di googleerath. La prima con una panoramica di tutta la base e poi un focus sui quartieri abitativi e sulla pista coi bunker (messa in orizzontale per comodità).
Il nostro tour si è sviluppato così: dalla seconda entrata immediatamente sulla destra, abbiamo visto tutto il quartiere abitativo, costeggiando i confini della base e visitando gli edifici all’interno, siamo poi sbucati all’inizio della pista e abbiamo cercato di visitarne il più possibile.
E ora arrivano le foto.. A voi!