L'ordine fu prodotto in tempo di guerra dal Monetni Dvor di Mosca, poi, dal 1945, da IKOM Zagreb. Il disegno era opera del famoso scultore Antun Augustinčić, inizialmente si pensava di dargli forma di medaglia, pertanto i primi esemplari (ultrarari!) sono provvisti di sospensione pentagonale sovietica, a tre bande, bianche laterali e blu centrale, successivamente abolite mantenendo il corpo inalterato.
Sappiamo che i primi esemplari vennero coniati nel giugno 1944, l'8 settembre 1944 un aereo decollato da Kalynivka, Ucraina, atterrò a Bari per consegnare al Comando Supremo partigiano i primi 1600 pezzi. Vennero effettuate altre due spedizione da Mosca, entro il 1945, di pari o pressoché simile consistenza. Poi, nel 1945, la produzione venne spostata a Zagabria, nella manifattura dei Fratelli Knaus (Braća Knaus), che fabbricava medaglie e onorificenze fasciste per lo stato croato durante la guerra, e che mantenne tale nome fino al 1946, quando venne nazionalizzata e rinominata nella più famosa IKOM (Industrijska kovnica Orešković Marko).
Conosciamo tre varianti di tale ordine: a vite, a spilla e a spilla con chiusura di sicurezza. Alcune degli iniziali modelli a vite vennero successivamente modificati a Belgrado in spilla, e pertanto recano il marchio ZIN Kovnica. Il materiale è argento massiccio, può recare, come tutte le onorificenze jugoslave, punzonature varie (del produttore, dell'argento...), oppure nessuna, senza che varino le percentuali del materiale prezioso.
Quinto in ordine di importanza tra i conferimenti jugoslavi, ne sono stati conferiti solamente 283 esemplari (114 tra il 1944 e '45), di cui 21 a cittadini non jugoslavi. Tale numero appare bassissimo a confronto delle quantità prodotte (più di 5000 esemplari solo del tipo a medaglia!!): considerata la particolarità dell'ordine, e quindi la certezza che non se ne sarebbero assegnati di ulteriori, e l'appetibilità del materiale, argento puro, si fece fagotto di tutti gli esemplari non distribuiti, che vennero fusi e riciclati nella produzione di altre onorificenze. Ciò rese gli esemplari consegnati e sopravvissuti particolarmente rari.
Ecco le immagini del mio, numero di serie 111: